La censura cinese e le aziende occidentali
Che il regime cinese censuri qualunque informazione “scomoda”, e che per questo motivo molti siti web non siano visibili in Cina, è cosa nota. La censura politica è una pratica assolutamente esecrabile, ma comunemente esercitata dai regimi di qualunque colore, per cui c’è poco da stupirsi. Ciò che mi indigna quindi non è tanto il fatto che il governo cinese censuri Wikipedia, quanto il fatto che le aziende occidentali (quindi noi) siano pronte a dare manforte alla censura pur di non perdere la possibilità di operare in Cina e quindi il mercato cinese. È il caso di Google, che per la sua versione cinese ha deciso di eliminare dai risultati informazioni sgradite al regime, ma è anche il caso di Yahoo! o Microsoft, citate a questo proposito nell’articolo di Federico Rampini a cui mi riferivo prima. Quindi, quando si tratta di soldi, i famosi valori dell’Occidente in tema di libertà e democrazia passano in secondo piano. Non dovevamo esportare democrazia? Oppure rischiamo di importare censura?
30 Gennaio 2006 ore 09:42
Su questo argomento, c’è un articolo di Massimo Mantellini su Punto Informatico di oggi: Google, verdure e bambù.
31 Gennaio 2006 ore 23:46
[...] Mi domandavo proprio pochi giorni fa se anziché esportare democrazia in Cina non rischiamo di importare censura, ed ecco che oggi leggo in un articolo di Vittorio Bertola su Punto Informatico che la Guardia di Finanza avrebbe ottenuto dagli ISP italiani di impedire l’accesso alle emittenti cinesi che trasmettono le partite del nostro campionato di calcio, filtrando i relativi indirizzi IP. A parte il fatto che la misura in sé (il blocco degli indirizzi IP) mi pare piuttosto odiosa, quello che trovo sconcertante, se le cose stanno effettivamente così, è l’arbitrio: la Finanza chiede ai nostri provider di impedire a noi cittadini l’accesso a degli indirizzi IP stranieri e prontamente lo ottiene? Ma con quali garanzie per la libertà e la democrazia avviene questo? E se lo chiedesse direttamente Sky? L’affermarsi di una pratica del genere sarebbe devastante. [...]