Archivio di Aprile 2006

Vienna

30 Aprile 2006

Sono stato alcuni giorni a Vienna. A parte la bellezza “monumentale”, mi è sembrata una città pulita, non caotica, piena di piste ciclabili e di spazi verdi pubblici (sia in pieno centro che appena fuori). Intorno, colline e boschi. Se penso a Milano mi viene voglia di scappare di corsa.

Standard e formati aperti

21 Aprile 2006

Il prof. Fuggetta ed io abbiamo scritto un paper dal titolo Open Standards, Open Formats, and Open Source. Si tratta di una bozza: commenti e osservazioni sono benvenuti (magari sul blog di Alfonso, in modo da non disperderli).

The day after

11 Aprile 2006

Alla fine, seppure di pochissimo, abbiamo vinto, e avremo un governo di centrosinistra. Non mi azzardo a fare previsioni su quanto durerà, anche se mi auguro che possa lavorare per cinque anni e realizzare il programma per il quale il centrosinistra è stato votato.

Quello che comunque mi sconvolge di questi risultati è che, dopo questi cinque anni, mezza Italia ha votato ancora per Berlusconi. Evidentemente c’è mezza Italia a cui non importa nulla del conflitto di interessi e che pensa solo al proprio tornaconto personale (non come noi coglioni che proviamo a guardare un po’ più in là). Evidentemente c’è mezza Italia che non prova vergogna quando il Presidente del Consiglio si dedica all’avanspettacolo in occasioni ufficiali, magari internazionali. Evidentemente c’è mezza Italia che quando sente dichiarazioni come “la sinistra vuole rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio” apprezza il fatto che qualcuno abbia il coraggio di dire cose come questa, cose che quella mezza Italia probabilmente pensa ma magari si vergogna a dichiarare apertamente (e se la nostra Costituzione, all’articolo 3, dice che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“, beh, chi se ne frega). E non si tratta di poche persone, ma di mezza Italia. E io con quella mezza Italia sento di non voler avere nulla a che fare, a me quelli che pensano che il figlio dell’operaio non debba avere gli stessi diritti e opportunità del figlio del professionista fanno orrore. E il pensare che costoro siano la metà dei miei concittadini è davvero deprimente, e mi provoca enormi perplessità sul futuro di questo Paese.

Coglioni

4 Aprile 2006

Berlusconi ha dichiarato oggi di essere sicuro che sarà di nuovo lui a vincere le elezioni con questa motivazione: «Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi». Trovo significativo il richiamo ai propri interessi, evidentemente tipico del suo elettorato, e sintomatico di una concezione della politica come difesa del proprio interesse particolare, e non dell’interesse della collettività. Da questo punto di vista, come persona di sinistra, posso anche essere orgoglioso di farmi dare del coglione da Berlusconi, con il quale non condivido assolutamente nulla. Vorrei una politica che cerchi di riequilibrare gli squilibri e le ingiustizie, non una politica che premi il più furbo, quello che ha saputo manovrare meglio per la difesa dei propri interessi personali. Se questo vuol dire essere un coglione, allora sono un coglione.