I duri e puri
E così un paio di “dissidenti” di quella particina della sinistra che sa solo fare a gara a chi ce l’ha più duro e puro hanno fatto cadere il governo. Ma questi due che cosa pensano? Qualunque cosa accada ora, di certo non avremo un nuovo governo più a sinistra del precedente. Nella peggiore delle ipotesi, ci ribecchiamo Berlusconi o chi per lui. E quindi, sono contenti? Sospetto di sì, perché quella sedicente sinistra che si guarda l’ombelico a quel punto potrà levare alta la sua bandiera di purezza, niente casi di coscienza, non è il loro governo, non è colpa loro. Molto meglio starsene nel proprio angolino (magari fondando il proprio partitino unipersonale, perché gli altri non sono abbastanza duri e puri, e non è il caso di mischiarcisi) e strillare quanto è brutto il mondo, anziché confrontarsi con la realtà e cercare di fare il possibile per migliorarla. Il possibile, che vuol dire ingoiare anche qualche rospo. No, molto meglio fare i duri, puri e immacolati a oltranza. Di sicuro è più facile.
Qualunque cosa accada ora, non penso ne possa risultare un cambiamento in meglio. I miei complimenti. Spero che i responsabili si vergognino, ma immagino che non lo faranno neanche un po’.
21 Febbraio 2007 ore 22:54
Meritiamo di essere governati da Berlusconi. Meritiamo di gridare al regime, di ridere alle parodie della Guzzanti, di leggere i libri di Travaglio, di riflettere sulle vignette di Vauro, di fare il tifo per Emergency, di aspettare Biagi, Santoro e Luttazzi, di nascere, vivere e morire da precari, di sperare nell’abolizione della legge Biagi, di prendere per il culo il nano piduista e scoprire che, in fondo, come dice Moretti, Silvio ha già vinto.
ecosperanze.splinder.com
22 Febbraio 2007 ore 09:37
Ciao Davide, come forse avrai visto, anch’io ho scritto di rabbia sul tema
Leggendo il tuo post non ho potuto fare a meno di pensare come sarebbe stato perfettamente valido nel descrivere situazioni che ben conosciamo, se al posto di “partiti” avessi scritto di “gruppi” legati al software libero in Italia.
Sarà una brutta caratteristica nazionale?
22 Febbraio 2007 ore 09:58
Carlo,
ci pensavo anch’io ieri sera scrivendo il post… e sono d’accordo, il parallelo è evidente. È molto più facile starsene da soli sul proprio cavallo bianco a sventolare la propria bandiera di purezza e i propri nobili ideali (e di fatto fregarsene se intorno tutto crolla, perché l’importante è tenere alta la propria bandiera), che scendere e provare a incidere sulla realtà, sporcandosi le mani (e le bandiere) con l’inevitabile fango.
22 Febbraio 2007 ore 10:47
Ma è davvero così una tragedia? È proprio il caso di aprire il barattolo della retorica (sempre pieno a quanto pare)? O siamo italiani anche in questo?
22 Febbraio 2007 ore 10:52
Steko,
il punto è che queste persone hanno delle responsabilità. Mentre se ci facciamo la guerra tra associazioni in fondo sono problemi nostri, se cade il governo sono problemi di tutti. Se questi signori non volevano “sporcarsi” facendo parte di una coalizione sarebbe stato molto più onesto da parte loro non candidarsi per entrare in Parlamento. Anche perché la schifezza (ops, porcata, Calderoli dixit) di legge elettorale che ci ritroviamo non ci permette di scegliere le persone.