Archivio della categoria 'Politica'

Il computer è mio e lo gestisco io

11 Giugno 2007

Segnalo l’iniziativa “Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer” del prof. Renzo Davoli. Si tratta di una proposta, indirizzata al ministro Bersani, volta a permettere ai cittadini di scegliere liberamente il sistema operativo da installare sul proprio PC, senza essere costretti a pagare la licenza d’uso di un sistema operativo (ed eventuale altro software) preinstallato che non si desidera utilizzare. In sostanza: separare il prezzo dell’hardware da quello del software, consentendo di acquistare il solo hardware. È possibile sostenere la proposta firmando la relativa petizione.

La Chiesa e il terrorismo

3 Maggio 2007

Dal palco del concerto del 1° maggio uno dei conduttori, tale Andrea Rivera (che io personalmente non avevo mai sentito nominare), ha pronunciato qualche battuta contro il Papa e la Chiesa. Si può essere d’accordo oppure no, si può pensare che fossero uscite fuori luogo, si può pensare che il personaggio fosse in cerca di pubblicità.

L’episodio non meriterebbe particolare attenzione, se non fosse che l’Osservatore Romano in proposito ha commentato:

È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere.

Io trovo queste parole veramente disgustose, e penso che Oltretevere qualcuno si dovrebbe vergognare. Il terrorismo, quello vero, ha provocato e continua a provocare migliaia di morti innocenti. Un comico che critica la Chiesa dal palco di un concerto non può essere messo sullo stesso piano, non può essere definito “terrorista” solo perché critica il Papa.

Ma a parte l’assurdo uso della parola terrorismo, io non ne posso veramente più della continua e arrogante interferenza del Vaticano sulle questioni politiche e sociali del nostro Paese, e soprattutto dell’atteggiamento con cui viene esercitata. La Chiesa vuole dire la sua? Va bene, siamo uno Stato democratico e ciascuno ne ha il diritto, ma in questo modo la Chiesa fa politica e allora ne deve accettare le regole: così come posso criticare o fare satira su Prodi e Berlusconi, su D’Alema e Fini, sul Partito Democratico e Forza Italia, allo stesso modo rivendico il diritto di criticare e fare satira sul Papa e sulla Chiesa. Se è possibile fischiare in piazza il Presidente della Repubblica, deve essere possibile fischiare anche il Papa: libero fischio in libero Stato. E invece no, attaccare la Chiesa è terrorismo, perché la Chiesa “parla sempre in nome dell’amore” (questa a me fa venire in mente solo l’orwelliano Ministero dell’Amore, ma tant’è). La Chiesa parla, critica, alza i toni dello scontro, ma ovviamente pretende di avere sempre ragione e quindi di non poter essere a sua volta criticata, e chi osa attaccarla è un terrorista. Non ritengo questa una posizione accettabile, e nemmeno civile, in uno Stato democratico, laico, e dove per nostra fortuna vigono la libertà di parola e di pensiero. Forse qualcuno ha nostalgia della teocrazia, e del Papa Re.

I duri e puri

21 Febbraio 2007

E così un paio di “dissidenti” di quella particina della sinistra che sa solo fare a gara a chi ce l’ha più duro e puro hanno fatto cadere il governo. Ma questi due che cosa pensano? Qualunque cosa accada ora, di certo non avremo un nuovo governo più a sinistra del precedente. Nella peggiore delle ipotesi, ci ribecchiamo Berlusconi o chi per lui. E quindi, sono contenti? Sospetto di sì, perché quella sedicente sinistra che si guarda l’ombelico a quel punto potrà levare alta la sua bandiera di purezza, niente casi di coscienza, non è il loro governo, non è colpa loro. Molto meglio starsene nel proprio angolino (magari fondando il proprio partitino unipersonale, perché gli altri non sono abbastanza duri e puri, e non è il caso di mischiarcisi) e strillare quanto è brutto il mondo, anziché confrontarsi con la realtà e cercare di fare il possibile per migliorarla. Il possibile, che vuol dire ingoiare anche qualche rospo. No, molto meglio fare i duri, puri e immacolati a oltranza. Di sicuro è più facile.

Qualunque cosa accada ora, non penso ne possa risultare un cambiamento in meglio. I miei complimenti. Spero che i responsabili si vergognino, ma immagino che non lo faranno neanche un po’.

I PACS e l’Europa

28 Gennaio 2007

Vedo da una cartina pubblicata oggi dal Corriere della Sera che l’Italia è, insieme con l’Irlanda, l’unico paese dell’Europa occidentale a non prevedere alcun riconoscimento giuridico e alcuna tutela per le unioni di fatto. Mi domando: ma i (purtroppo tanti) politici e religiosi nostrani che strillano contro i PACS che cosa pensano? Che l’Europa sia tutta Sodoma e Gomorra? Ma poi, indipendentemente dal resto d’Europa… se la Chiesa cattolica è contro le unioni civili può benissimo indicare ai suoi fedeli di non avvalersene e attenersi al solo matrimonio, ma perché pretende di imporre questa opinione a tutti? Tra poco chiederanno l’abolizione del divorzio? E il divieto di servire carne nei ristoranti il venerdì?

Sicurezza e libertà

11 Settembre 2006

Those who would give up essential liberty to purchase a little temporary safety, deserve neither liberty nor safety.

– Benjamin Franklin

Nell’anniversario dell’11 settembre, penso valga la pena di ricordarlo.