Archivio della categoria 'Politica'

L’Italia deve essere cattolica?

26 Agosto 2006

Parlando alla platea ciellina di Rimini, Berlusconi ieri ha dichiarato: “secondo noi l’Italia deve essere cattolica e degli italiani”. L’Italia deve essere cattolica? E tutti gli italiani (e non parlo degli immigrati) che non si riconoscono nella Chiesa Cattolica? Penso si tratti di una percentuale significativa, no? Ah, già, ma sono tutti comunisti, e mangiano i bambini.

Il restyling del Cavaliere

24 Agosto 2006

Qualche giorno fa ho letto che Berlusconi ha annunciato per l’autunno “un profondo restyling di Forza Italia”. Pensavo che nei partiti si facessero congressi per decidere la linea politica, votando diverse mozioni e/o diversi candidati alla segreteria/presidenza. Ma già, Forza Italia non è un partito. Forza Italia è un brand di Berlusconi, e se il brand è un po’ appannato si prova a fare un restyling.

Calderoli e i francesi

11 Luglio 2006

L’ex ministro Calderoli si è rallegrato della vittoria della nazionale italiana contro quella francese, da lui definita “squadra di negri, islamici e comunisti”. Non sarebbe neanche il caso di commentare (anche se mi incuriosisce il “comunisti”), se non fosse che, dopo essercelo sorbito come ministro, abbiamo appena rischiato di ritrovarci Calderoli come nuovo padre costituente… ma per fortuna gli italiani hanno voluto in modo diverso.

La carica dei 102

11 Giugno 2006

Con la nomina venerdì di tre nuovi sottosegretari, l’attuale governo Prodi conquista il non ambitissimo primato di governo più numeroso della storia repubblicana: contando infatti 102 tra ministri, viceministri e sottosegretari supera il precedente record di 101 detenuto da Andreotti. Immagino che il motivo reale della proliferazione di poltrone (tra ministeri scorporati e sottosegretari) sia la necessità di soddisfare le esigenze di visibilità e gli appetiti di partiti, partitini, correnti e spifferi vari. Ma non è certo un segnale incoraggiante.

L’importanza della scuola

9 Maggio 2006

Sabato scorso Roberto Vecchioni è stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa (un altro dei pochi programmi per cui valga la pena di accendere il televisore). Alla domanda “la scuola è ancora vista come uno strumento di promozione sociale?” Vecchioni, che per anni ha insegnato al liceo, ha risposto:

Prova a domandarti: che cosa vuoi dall’Italia, e quindi per chi voterai? Per chi ti promette ricerca scientifica, lavoro, senso del lavoro (non soltanto lavorare come dei pazzi senza sapere perché, ma fare un lavoro che abbia un senso per la tua nazione e per la tua gente), poesia, arte, storia, senso della propria civiltà… voti per qualcuno che voglia questo? No, la risposta dell’italiano medio è: io voto per chi mi dà meno tasse. E allora come puoi pensare di poter aiutare un professore e di capire un professore in una nazione che vota soltanto perché ha paura di qualche tassa in più?

Mi domando, davvero: ma che futuro può avere un paese in cui una larghissima fetta della società quando vota ha come obiettivo primario quello di evitare il rischio di qualche tassa in più?