Archivio della categoria 'Società'

L’alta velocità…

13 Novembre 2008

Leggo in un comunicato stampa delle FS, a proposito del nuovo servizio ad alta velocità tra Milano e Bologna:

La nuova offerta, che partirà il 14 dicembre, abbatterà i tempi di percorrenza sulla Milano-Bologna: il Frecciarossa, fiore all’occhiello della flotta FS, percorrerà i 182 chilometri in 65 minuti a 300 all’ora.

Ora, forse c’è qualche fenomeno relativistico che ignoro, ma direi che se il treno percorre 182 km in 65 minuti (e non fa fermate intermedie), significa che la velocità media è di 168 km/h… Ovvio che non può fare i 300 all’ora di media, ma i 300 km/h per quanto li tiene? Magari non tiriamo numeri a caso…

Il ritorno della 500 (e non solo…)

8 Luglio 2007

Le automobili non mi interessano e non ne capisco nulla, ma la tanto pubblicizzata uscita della nuova Fiat 500 mi ha ricordato dei versi di Michele Serra relativi a quando (inizio anni ‘90) la Fiat già riutilizzò il nome Cinquecento per una nuova vettura. Eccoli:

L’italiano, cuor contento
sale sulla Cinquecento
e si accorge che il passato
per incanto è ritornato!
Mario Riva e il Musichiere
Mario Scelba e le galere
Mario Corso nello stadio
Mario Pio dentro la radio:
che magia, che emozione
questa gran restaurazione!
si ritorna all’obbedienza
al decoro alla pazienza
alla Patria e al focolare
alla pace familiare.
Si riaprono i bordelli
che consolano gli uccelli
maltrattati dalle triste
rivoltose femministe.
Un figliolo militare
fidanzata l’altra figlia
qualche rata da pagare
la domenica in famiglia.
Spose o vergini le donne
obbedienti gli scolari
i nipoti con le nonne
il latino sugli altari.
Rispettare i superiori!
Obbedire ai genitori!
Il divorzio cancellato!
Basta con il sindacato!

L’italiano pensieroso
si destò da quel sognare
tornò all’oggi nebuloso
e decise il suo daffare:
esclamò con forte accento
“Vaffanculo, Cinquecento”.

– Michele Serra, Poetastro - Poesie per incartare l’insalata

Beh, il latino sugli altari è proprio appena tornato…

La Chiesa e il terrorismo

3 Maggio 2007

Dal palco del concerto del 1° maggio uno dei conduttori, tale Andrea Rivera (che io personalmente non avevo mai sentito nominare), ha pronunciato qualche battuta contro il Papa e la Chiesa. Si può essere d’accordo oppure no, si può pensare che fossero uscite fuori luogo, si può pensare che il personaggio fosse in cerca di pubblicità.

L’episodio non meriterebbe particolare attenzione, se non fosse che l’Osservatore Romano in proposito ha commentato:

È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere.

Io trovo queste parole veramente disgustose, e penso che Oltretevere qualcuno si dovrebbe vergognare. Il terrorismo, quello vero, ha provocato e continua a provocare migliaia di morti innocenti. Un comico che critica la Chiesa dal palco di un concerto non può essere messo sullo stesso piano, non può essere definito “terrorista” solo perché critica il Papa.

Ma a parte l’assurdo uso della parola terrorismo, io non ne posso veramente più della continua e arrogante interferenza del Vaticano sulle questioni politiche e sociali del nostro Paese, e soprattutto dell’atteggiamento con cui viene esercitata. La Chiesa vuole dire la sua? Va bene, siamo uno Stato democratico e ciascuno ne ha il diritto, ma in questo modo la Chiesa fa politica e allora ne deve accettare le regole: così come posso criticare o fare satira su Prodi e Berlusconi, su D’Alema e Fini, sul Partito Democratico e Forza Italia, allo stesso modo rivendico il diritto di criticare e fare satira sul Papa e sulla Chiesa. Se è possibile fischiare in piazza il Presidente della Repubblica, deve essere possibile fischiare anche il Papa: libero fischio in libero Stato. E invece no, attaccare la Chiesa è terrorismo, perché la Chiesa “parla sempre in nome dell’amore” (questa a me fa venire in mente solo l’orwelliano Ministero dell’Amore, ma tant’è). La Chiesa parla, critica, alza i toni dello scontro, ma ovviamente pretende di avere sempre ragione e quindi di non poter essere a sua volta criticata, e chi osa attaccarla è un terrorista. Non ritengo questa una posizione accettabile, e nemmeno civile, in uno Stato democratico, laico, e dove per nostra fortuna vigono la libertà di parola e di pensiero. Forse qualcuno ha nostalgia della teocrazia, e del Papa Re.

I PACS e l’Europa

28 Gennaio 2007

Vedo da una cartina pubblicata oggi dal Corriere della Sera che l’Italia è, insieme con l’Irlanda, l’unico paese dell’Europa occidentale a non prevedere alcun riconoscimento giuridico e alcuna tutela per le unioni di fatto. Mi domando: ma i (purtroppo tanti) politici e religiosi nostrani che strillano contro i PACS che cosa pensano? Che l’Europa sia tutta Sodoma e Gomorra? Ma poi, indipendentemente dal resto d’Europa… se la Chiesa cattolica è contro le unioni civili può benissimo indicare ai suoi fedeli di non avvalersene e attenersi al solo matrimonio, ma perché pretende di imporre questa opinione a tutti? Tra poco chiederanno l’abolizione del divorzio? E il divieto di servire carne nei ristoranti il venerdì?

Stoccarda

15 Ottobre 2006

Sono stato qualche giorno a Stoccarda, per lavoro, ma con un po’ di tempo da dedicare alla visita della città. Dal punto di vista monumentale non c’è molto da vedere, anche perché la città è stata in gran parte ricostruita dopo la guerra; da segnalare il museo Mercedes, aperto qualche mese fa (l’ho trovato piacevole anch’io, che in generale non ho alcun interesse per le automobili…), e la Cannstatter Volksfest, cioè la versione locale dell’Oktoberfest, che fortunatamente era in corso (esperienza divertente). Quello che però secondo me colpisce di un posto del genere è il vedere una città tranquilla, ordinata, fatta di edifici bassi, piena di verde all’interno e circondata da colline verdi (ed è una città industriale, è la sede della Mercedes…), con una rete di mezzi pubblici impressionante… e altrettanto impressionante è vedere le strutture universitarie, le aule, le attrezzature… Tornando a Milano, mi è sembrato di arrivare in uno sgradevole angolo di terzo mondo…